TESTI DI RIFERIMENTO DI FRANCO PASTORE

La Formazione CMF utilizza per il suo piano di studi i testi di

Franco Pastore

ideatore del modello di riferimento

Modello Medi-Are.

Franco Pastore:   avvocato e autore di diversi lavori in ambito giuridico, ha anche dedicato gran parte parte della sua vita allo studio della psicologia ed è psicologo e psicoterapeuta. Vanta una esperienza ventennale, svolge le sue attività in Roma. In ambito psicologico ha pubblicato con l’editore Armando “L’amore e il conflitto” (2008), che si occupa delle soluzioni dei conflitti nel counseling di coppia e nella mediazione familiare, e “Paura e piacere” (2013), un’esplorazione sulle polarità che governano i fenomeni psichici.

E’ stato membro per quindici anni del direttivo e della commissione etica della Fiap, Federazione Italiana delle Associazioni in Psicoterapia. Da venti anni si occupa di formazione in counseling e mediazione familiare come direttore scientifico della Scuola di Formazione MEDIARE (www.mediare.it).

 

 

L’autore propone un nuovo modello di intervento di counseling che tiene conto della necessità di adeguare la professione alle esigenze dettate dalle leggi italiane, in modo da non invadere l’area sanitaria riservata ad altri professionisti.

Il modello descrive il processo attraverso il quale è possibile essere d’aiuto per risolvere un problema anche quando non sia mai stato affrontato prima.

La novità è nel fatto che il counselor saprà in ogni momento cosa fare, perché farlo e come farlo. Nel modello proposto sono presentate le tecniche in numero rilevante e ciò rende utile il libro non solo per la formazione ma anche per la consultazione costante nell’attività professionale.

Gli aspetti legali e deontologici completano l’opera.

 

L’Autore propone in questo lavoro un modello integrato di intervento nella Mediazione familiare , nel Counselling di coppia come in altri ambiti di vita ( genitoriale, lavorativo, amicale).

Il modello in particolare  è capace di far superare le difficoltà che presentano le coppie “cattive” o “malate” e i limiti  degli interventi finora possibili.

” Il confronto tra la mediazione familiare e l’intervento propriamente psicoterapeutico corre lungo tutto il lavoro , corretto nell’ottica metodologica spesso assente nella cultura psicologica clinica italiana, che è ancora in bilico fra adesioni settarie a modelli chiusi nella loro autarchia e sempre costretta a difendersi dagli attacchi di chi vuole negarne la fondatezza scientifica o l’utilità sociale, magari confondendola con lo specifico di altre professioni o competenze.

 

 

 

La necessità di promuovere la volontà, indispensabile nella scelta, produce errori che generano disfunzionalità e patologie.

La ricerca dell’autore, strettamente connessa alla sua attività clinica, è volta a dar conto degli errori e dei possibili rimedi; nell’attraversare la neurobiologia ne offre un ottimo esempio di utilizzazione nella pratica.

Punto d’arrivo è un’ultima polarità di processo, indicata nel titolo, che permette una serie di osservazioni, ipotesi e suggerimenti utili sia per lo sviluppo della ricerca che per le riflessioni del clinico.

All’interno del lavoro il passaggio attraverso la patologia realizza l’antico desiderio della psicologia clinica di superare la tassonomia psichiatrica per affermare i suoi concetti, autonomi dalla tradizione medica.